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UNDERTONE: il film horror che spaventa senza farti vedere quasi niente

UNDERTONE: il film horror che spaventa senza farti vedere quasi niente

undertone: il film che fa paura senza mostrare nulla

C’è un tipo preciso di terrore. Non quello dei jump scare, non quello del mostro nello specchio. È quello che arriva piano, come qualcuno che cammina dietro di te e tu lo senti solo dai passi, mai dalla voce. “Undertone” è esattamente quel film.
Uscito nelle sale americane il 13 marzo 2026 grazie ad A24, questo film canadese da 500.000 dollari ha fatto più rumore di blockbuster costati cento volte tanto. Debutto alla regia di Ian Tuason, filmmaker filippino-canadese, che ha scritto la storia mentre badava ai genitori malati terminali nella casa di Toronto in cui è cresciuto; poi quella stessa casa l’ha usata come set. Il che è sia bello che inquietante, se ci pensi davvero.

il film che ha destabilizzato il web, UNDERTONE

LE ASPETTATIVE: COME A24 HA FATTO IMPAZZIRE INTERNET

Prima ancora che arrivasse in sala, qualcosa stava già succedendo online. Sei parole su TikTok e Instagram Reels: “The scariest movie you’ll ever hear.” Una promessa. E anche una trappola, ma ci arriviamo.
“Undertone” aveva debuttato al Fantasia International Film Festival il 27 luglio 2025, vincendo il Gold Audience Award per i film canadesi; dopo Sundance, A24 ha vinto una guerra d’offerte per acquisirlo con un accordo a sette cifre, cifra che Tuason aveva predetto esplicitamente in un’intervista prima ancora che accadesse. Non è modestia. È chiaroveggenza.

La campagna marketing si è mossa come “Paranormal Activity“: micro-budget trasformato in word-of-mouth virale. Audio clip di pochi secondi, bisbigli, qualcosa di incomprensibile, niente spiegazioni. Esiste persino un trailer in formato “guided meditation”. Geniale o furbissimo, probabilmente entrambe le cose.
Eppure il problema delle promesse iperboli è sempre lo stesso: tengono finché tengono. “Undertone” è una macchina ben costruita di dread ambientale, non di più; e questa etichetta ha prodotto fedeli convertiti da un lato, delusi cronici dall’altro.

scena importante di UNDERTONE

IL SILENZIO COME ARMA

Undertone” funziona attraverso il negative space. Per buona parte del film si fissano scale e corridoi aspettando che qualcosa appaia; il più delle volte non c’è niente, ed è più inquietante di trovare qualcosa in quello spazio vuoto.

All’inizio, Evy spiega a Justin che il fenomeno si chiama apofenia: la tendenza umana a trovare pattern dove non ce ne sono, a sentire la propria voce in un rumore statico, a vedere una faccia in un’ombra. Tuason usa questa cosa contro di te. Sistematicamente. Per tutto il runtime.
La camera si sofferma in stanze silenziose mentre in sottofondo echeggiano rumori appena percettibili. Registrazioni distorte, filastrocche al contrario: quelle canzoncine innocue dell’infanzia, girate al contrario, diventano qualcosa che non hai un nome per definire. Il film prende elementi rassicuranti e li trasforma, senza mai spiegare esattamente cosa stia facendo.

In sala, a stento distingui se i suoni vengono dal film o dal pubblico accanto a te. A casa, con le cuffie, è tutta un’altra storia.

UNDERTONE: l'horror che spaventa senza mostrare nulla

PERCHÉ HA FUNZIONATO AL BOTTEGHINO

20 milioni di dollari di incasso. Budget 500.000. Ha fatto jackpot in modo che farebbe piangere di gioia qualsiasi produttore.
Il timing è tutto: l’idea di un podcast horror maledetto tocca qualcosa di viscerale in una cultura che vive immersa nell’audio. Il modello A24 fa il resto, distributore che conosce a memoria il valore del word-of-mouth per i film fuori dall’ordinario. Ma è l’elemento personale di Tuason a chiudere il cerchio: durante la pandemia si era trasferito nella casa dei genitori per badare sia alla madre che al padre, entrambi diagnosticati con cancro terminale in rapida successione. “Undertone” non è marketing. È un esorcismo trasformato in pellicola.

HA INNOVATO IL FILM HORROR?

Dipende. “Undertone” porta echi di “Paranormal Activity“, “Session 9“, “Hereditary“, “The Ring“, “The Blair Witch Project“; ma li porta con una precisione che film con budget dieci volte superiori non sfiorano. Costruisce il terrore quasi interamente attraverso il suono, lo spazio negativo, angolature inclinate, un sound design che non spreca un colpo solo. Tratta gli appassionati di horror come adulti: niente jump scare compiacenti, niente CGI eccessivo.
Il punto è che l’innovazione vera non sta nella formula. Sta nell’esecuzione; nel 2026 si può ancora girare un horror con mezzo milione e portare a casa venti, dimostrando nel frattempo che il suono, usato bene, è più spaventoso di qualsiasi mostro mai disegnato su uno schermo.

Una delle prime immagini del film UNDERTONE

3 FILM DA VEDERE SE TI È PIACIUTO “UNDERTONE”

Pontypool” (2008). Il nonno canadese dell’horror sonoro. Ambientato interamente in una stazione radio durante un’apocalisse che si sente ma non si vede; il virus si trasmette attraverso il linguaggio, attraverso certe parole. Non potete fermarvi a metà.
Monolith” (2023). Una giornalista lancia un podcast sui misteri irrisolti e si trova coinvolta in una cospirazione legata a un misterioso mattone nero. Un solo personaggio a schermo, voci fuori campo, una casa che si stringe su se stessa. Perfetto doppio con “Undertone”.
Skinamarink” (2022). Più estremo. Più divisivo. Due bambini si svegliano nel cuore della notte, il padre è sparito, le finestre della casa stanno scomparendo. Niente trama, niente spiegazioni. Solo rumori, buio, e te.

⚠️ DA QUI: SPOILER ⚠️
Se non hai visto il film, salta

LA STORIA, SENZA PIETÀ

Evy e Justin gestiscono un podcast horror. Ricevono un’email anonima con dieci file audio registrati da una coppia, Jessa e Mike. Nel primo file, Jessa canta “London Bridge” nel sonno; mandato al contrario, rivela un messaggio nascosto agghiacciante. Da lì, la discesa è verticale.

Evy nel frattempo scopre di essere incinta, sei settimane, padre mai nominato, mentre la madre giace in coma in un’altra stanza. Il film sovrappone tre livelli di angoscia senza mai spiegarli del tutto. Il demone che emerge dalle registrazioni ha un nome antico, Abyzou, menzionata nel Testamento di Salomone, specializzata esattamente nel tipo di vuoto che Evy sta cercando di riempire o forse di evitare. Tuason: “Volevo un demone del folklore antico che uccidesse i bambini. Evy non vuole avere un figlio, e forse inconsciamente sta evocando questo demone per togliersi quel fardello. Poi ho trovato Abyzou. Era perfetta.”

Undertone” non ti mostra niente di definitivo. Lascia le domande aperte, come ferite che smettono di fare male solo quando smetti di toccarle.

la mamma della protagonista in UNDERTONE
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